Gianni Pesticcio Diario Tchad
20 dicembre 2008 - Tchad (Goundi)
Epilogo del viaggio
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La giornata d’oggi non trova una sua collocazione letterale, spazia fra le sensazioni e le emozioni di questo viaggio. Ora sono prossimo al mio rientro e sento di lasciare incompiuto il mio lavoro. Non parlo degli obiettivi prefissati che sono stati tutti completati e realizzati, ma pondero i legami che ho istaurato, i nuovi “piccoli amici”, operai, muratori, conoscenti che si sono esposti a volte con richieste d’aiuto o di solidarietà, a volte semplicemente per poter conoscere una realtà diversa e immaginare una società differente.

Tecnicamente il mio viaggio è già concluso e salvo inaspettati “risvegli” bellici cerco di ingannare il tempo nell’attesa di recarmi all’aeroporto. Mentre scrivo, vedo dalla mia finestra scorrere il fiume e penso che è sempre uguale, nonostante il movimento dell’acqua, non cambia nulla. Solo qualche piccola increspatura o qualche mulinello confluisce un inaspettato movimento. Penso che l’Africa è simile a questo corso d’acqua: continua a muoversi, ad essere in concitazione con i paesi limitrofi, ma non avviene il cambiamento che modifica il corso del fiume.

Io penso di essere come quei “mulinelli” che per un istante stravolgono il lento movimento dell’acqua, ma che poi si esaurisce in pochi attimi ridando lentezza e linearità allo scorrere lento del fiume.

Nella storia ci sono state persone che con il proprio comportamento e le proprie idee hanno modificato una scena che sembrava inamovibile. Una di queste persone è sicuramente “Madre Teresa di Calcutta” che mi piace ricordare con una sua breve poesia:

“L'uomo è irragionevole, illogico, egocentrico.
Non importa, amalo.
Se fai il bene, ti attribuiranno secondi fini egoistici.
Non importa, fai del bene.
Se realizzi i tuoi obiettivi, troverai falsi amici e veri nemici.
Non importa, realizzali.
Il bene che fai verrà domani dimenticato.
Non importa, fa il bene.
L'onestà e la sincerità ti rendono vulnerabile.
Non importa si franco e onesto.
Quello che per anni hai costruito può essere distrutto in un attimo.
Non importa, costruisci.
Da' al mondo il meglio di te, e ti prenderanno a calci.
Non importa, da il meglio di te”.

Ecco voglio concludere questa mia avventura in terra d’Africa con questo insegnamento. Sono grandi parole, pesanti come un macigno, sono parole di santità e la realtà che mi circonda è diversa è molto più simile ad un sogno irrealizzabile ed io non sono sicuramente una persona intangibile e tanto meno un “santo”. Fatta questa considerazione vi elenco l’epilogo del viaggio.

Arrivato a Milano con il mio compagno di viaggio Angelo, stanchi ed affaticati, dopo 24 ore passate in volo e in soste aeroportuali, siamo arrivati senza le nostre valige. Contenevano i regali Natalizi a sostegno delle iniziative di Goundi. Forse occorre ancora un po’ aiuto della Provvidenza per ultimare questo episodio narrativo.


23/12/2008Magda scrive:A mio fratello

Ben tornato a casa, ti aspettavamo!

23/12/2008Alice Mamma scrive:Caro Juanin

Ho tanta voglia di vederti. Mi sei mancato molto ed avevo tanta paura che non ti facessero ritornare. Tutte le preghiere che ho detto alla Madonna sono state esaudite ed ho pregato tanto per te e perchè trovassero l'acqua. La Madonna mi ha esaudito!


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