Di seguito un intervista a Roberto Cavallini, tecnologo alimentare, perito agrario e dottorando in Sanità Pubblica, consulente presso il progetto di ACRA in Tchad, che spiega come la pinta della moringa pou' essere utilizzata per combattere la mlnutrizione in Africa.
Chè cos’è la Moringa oleifera?
La Moringa oleifera, famiglia Moringaceae, è una pianta di dimensioni contenute (4-8 mt) di origine indiana. Del genere Moringa si conoscono finora ben 13 specie, ma la più conosciuta e coltivata resta la Moringa oleifera, pianta dai molteplici utilizzi e delle numerose virtù.
Quale l’origine? Come è arrivata in Africa?
Dal suo alveo originale, le zone collinari a ridosso della catena dell’Himalaya, nel corso del tempo, si è diffusa nel resto dell’Asia e in Africa prediligendo le zone aride, una delle sue caratteristiche principali, infatti, oltre alla notevole rusticità, è la scarsa esigenza di acqua, fattore che le ha permesso di adattarsi bene alle condizioni climatiche tipiche delle zone saheliane. Si può ipotizzare che, nel corso dei secoli, gli scambi commerciali e i rapporti fra le varie popolazioni ne abbiano favorito la conoscenza e l’utilizzo determinandone una più rapida propagazione.
Quali gli usi attuali e le potenzialità?
Praticamente quasi tutte le parti della pianta possono essere utilizzate e avere un beneficio per l’uomo. Le foglie, i fiori, i semi e i frutti, simili a dei lunghi baccelli, sono consumati sia freschi che cotti. Troviamo numerose ricette in quasi tutte le tradizionali ricette Africane e Asiatiche, dalla più semplice tisana alla più complicata preparazione. Dai semi si ricava un olio di notevole qualità usato a scopo alimentare, terapeutico ed industriale. Dalle radici e dalla corteccia si possono ricavare fibre, tinture e tannini. Da ciascuna parte della pianta è possibile, nelle diverse medicine tradizionali, ricavare medicamenti per le più svariate malattie: scorbuto, epatite, mal di denti ed altre. Di notevole interesse inoltre sono le proprietà flocculanti della farina di semi grazie alle proteine che la costituiscono è possibile purificare l’acqua facendo precipitare le sostanze inquinanti in essa contenute. Nei paesi in via di sviluppo si è già sperimentato in diversi contesti questa possibilità e i risultati positivi ne incoraggiano una maggior conoscenza e utilizzo. Grazie alla sua facilità di coltivazione e produzione, la Moringa rappresenta sicuramente un valido aiuto per aumentare l’accessibilità all’acqua potabile, accessibilità che attualmente è purtroppo negata ancora a troppe persone.
In che modo può costituire un rimedio alla malnutrizione?
Dal punto di vista alimentare un ruolo da protagonista lo ricoprono sicuramente le foglie, grazie al loro elevato valore nutritivo. Le foglie, infatti, sono molto ricche di sali minerali, soprattutto ferro e calcio, in proteine, costituite da molti aminoacidi essenziali, e vitamine, tra cui spicca per qualità il carotene, precursore della vitamina A. l’anemia è uno dei maggiori problemi direttamente collegati alla malnutrizione e alla malaria; integrare la normale alimentazione con la Moringa e il suo apporto in ferro, può aiutare molto a rafforzare le difese dell’organismo e a uscire dalla spirale della malnutrizione che, va ricordato, rappresenta ancora oggi, nel 2007, una delle cause principali di mortalità a livello mondiale. La vitamina A, soprattutto nei bambini, è indispensabile per un corretto e sano sviluppo. Una sua carenza può portare all’inibizione della crescita, alla deformazione delle ossa e alla alterazione della funzione visiva. La carenza di vitamina A può portare inoltre, anche ad un aumento della mortalità materna in gravidanza. Risulta quandi chiaro che un equilibrata alimentazione, integra e arricchita anche di Moringa, è essenziale per garantire una normale crescita e un giusto sviluppo dei bambini e delle persone adulte.
La produzione dei derivati della Moringa può costituire un’occasione di reddito per la popolazione locale?
Nella zona di Goundi, dove è attivo il progetto Acra, per ora non è presente un commercio di questo tipo poiché, sebbene la pianta sia coltivata e utilizzata da diversi secoli, non è vista nella totalità dei suoi benefici e delle sue potenzialità. Per questo la potenzialità economica, e quindi generatrice di reddito, che la coltivazione della pianta puà apportare ai contadini di goundi è un aspetto di primaria importanza.
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